Archivio storico della Fraternita dei Laici

Archivio storico della Fraternita dei Laici

 

Ente conservatore
Dopo aver usato sedi occasionali per le adunanze del Magistrato, dallo spedale di San Lorentino alla Pieve di Santa Maria, la Fraternità approdò alla costruzione di una sede propria sul lato orientale di Piazza Grande verso la metà del 1300.  Nel 1786 gli uffici, con tutto il loro arredo di quadri e replica rolex gold watches watchesdi disegni, furono traslocati nel Palazzo Comunale. Più tardi, nel 1882, fu acquistato palazzo Barbolani per riunirvi di nuovo gli uffici dell’ente e i suoi principali istituti culturali, la Libreria, il Museo e la Scuola di disegno, accanto alla Pinacoteca comunale e alla Collezione Bartolini.
Da circa trent'anni, l’Ente ha sede nel palazzo di via Ricasoli che fu della famiglia De' Giudici. Al suo interno si conservano la quadreria, l'archivio storico e la Collezione Bartolini di disegni e stampe.

 

Progetti speciali:

Fraternita dei Laici, Archivio storico

 

Bibliografia
(relativa alle istituzioni, ai fondi archivistici, alle fonti)

 

C. Verani, Origini e vicende dello Spedale di S. Maria del Ponte, Arezzo 1932.

U. Viviani, Storia dei 287 anni di vita del Teatro Grande della P. Fraternita dei Laici in Arezzo, Arezzo 1934.

G.G. Meersseman, Ordo fraternitatis. Confraternite e pietà dei laici nel medioevo, Roma 1977 (in particolare pp. 921-54).

A. Andanti, Disegni della Colezione Bartolini nell'Archivio della Fraternita dei Laici di Arezzo, Arezzo 1979.

L'archivio della Fraternita dei laici di Arezzo. Inventario a cura di A. Antoniella, Firenze, Giunta Regionale Toscana, 1985-1989.

M. G. Cutini Gheri, A. Moriani, Le carte dei Monti Pii dell'Archivio di Stato di Arezzo, Provincia di Arezzo, Arezzo 1986.

E. Agnolucci, Immagini di vita cittadina in un quadro del Settecento, in "Notiziario Turistico" 127-128 (1987), pp. 13-4.

Cultura e società nel settecento lorenese. Arezzo e la Fraternita dei Laici di autori diversi, Firenze 1987.

A. Andanti, Sulla formazione di Pietro Benvenuti tra Firenze e Roma e i ritratti di Ferdinando III e di Luisa Amalia di Toscana nella Fraternita dei Laici di Arezzo, in "Rivista d'Arte", a. XL, s. IV, vol. 4 (1988), pp. 369-86.

L. Borri Cristelli, Iconografia della Mater Misericordiae nella committenza della Fraternita aretina, in "Atti e Memorie dell'Accademia Petraraca di Lettere Arti e Scienze", n.s., vol. 51 (1989), pp. 257-89.

E. Agnolucci, I. Droandi, La collezione Bartolini di Arezzo. Storia e documenti, Firenze 1990.

 Memoria e fonti della memoria.....Arezzo 1990.

L. Berti (a cura di), Nel raggio di Piero, Venezia 1992.

A. Andanti, Disegni della Collezione Bartolini nell'Archivio della Fraternita dei Laici di Arezzo. Catalogo della mostra (Arezzo, Galleria d'arte contemporanea, Palazzo Guillichini, 10 dicembre 1978-7 gennaio 1979), Arezzo, s.d.

E. Agnolucci, I. Droandi, La Collezione Bartolini di Arezzo. Storia e documenti, Firenze, Olschki 1990.

R. Cardaropoli, M. G. Vaccari, Il recupero di un "corpus" di grafica ottocentesca: la Collezione Bartolini di Arezzo, in "OPD restauro" 5 (1993), pp. 117-25.

Il disegno. Le collezioni pubbliche italiane, a cura di A.M. Petrioli Tofani, S. Prosperi Valenti Rodinò e G. C. Sciolla. Milano 1994.

C. Sisi, Ottocento ad Arezzo. La Collezione Bartolini. Catalogo della mostra (Arezzo, Chiesa dei SS. Lorentino e Pergentino, ottobre 2003-gennaio 2004). Firenze, Edifir 2003.

I. Droandi, Dalle stanze della Fraternita alla Collezione Bartolini: la raccolta di disegni dell'antisala delle adunanze, in "Annali Aretini" 11 (2003), pp. 107-16.

Responsabile: Gianna Rogialli
via Ricasoli, 8

info@fraternitadeilaici.it
http://www.fraternitadeilaici.it

Orari:

Per accedere alla consultazione è necessaria una lettera di presentazione.




Collezione artistica Bartolini oltre 5000 unità, sec. XIX 

La collezione ebbe origine dalla raccolta d'arte e di antichità dello scultore Ranieri Bartolini (1794-1856). Alla morte di costui divenne, per legato testamentario, una fondazione pubblica a beneficio dei giovani studiosi di belle arti. Incrementata fino ai primi del Novecento, subì tuttavia anche sottrazioni di materiale: in origine infatti, oltre al corpus di grafica, la collezione comprendeva anche dipinti, bozzetti, sculture, reperti archeologici e naturalistici oggi dispersi o trasferiti nei musei aretini. Oltre alla componente derivata dalla raccolta Bartolini, nella Collezione sono confluiti in seguito anche il patrimonio grafico della Fraternita ed i materiali connessi con la Scuola libera di disegno e modellatura fondata nel 1806.

   

Fondo Musicale Cosimo Burali-Forti  

La collezione è costituita da 383 manoscritti, dei quali 379 autografi e 9 di altri compositori, e da 5 edizioni; seconda metà del XIX secolo. Le composizioni appartenenti ai vari generi vocali e strumentali riflettono la fervida attività delle accademie private, anche di carattere familiare e delle accademie pubbliche organizzate in Arezzo principalmente dalla Società Filarmonico-Drammatica e dalla Società del Quartetto cheap replica breitling watches.




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